Nel 2011 l'import di succhi per bambini in Russia è cresciuto notevolmente. Se nel 2010 erano state importate 1,5 mila tonnellate del dato prodotto, già nel 2011 si parlava di 2,5 mila tonnellate, vale a dire il 63% in più rispetto all'indicatore precedente.
Un'analisi della diffusione geografica dei punti di importazione di succhi per bambini nelle regioni della Russia mostra i seguenti indicatori: i leader, per quanto riguarda il volume di produzione importata nel 2011, sono le tre regioni europee della Russia. Al terzo posto si trova la regione di Lipetsk, con una quota del 2,7%. Il secondo posto è occupato dalla regione di Mosca, che accoglie il 32,6% delle importazioni. Tra i leader, con un distacco importante, troviamo poi Mosca, il cui volume delle importazioni è pari a 64,4% dei succhi per bambini. Le tre suddette regioni comprendono il 99,7% dell'import, mentre la quota dei restanti territori non supera un insignificante 0,3%.
L'analisi della distribuzione dei fornitori di succhi per bambini in Russia manifesta il predominio delle aziende provenienti da tre Paesi europei: Germania, Repubblica Ceca e Polonia. Le ditte tedesche hanno portato sul mercato russo circa mille tonnellate di succhi per bambini (circa il 40% dell'import totale). I produttori cechi hanno messo a disposizione del consumatore russo circa 500 tonnellate (19,4%), la Polonia ha importato sul territorio russo un po' più di 400 tonnellate di produzione (16,9%).
I prezzi d'importazione sui succhi per bambini sono cresciuti solamente nel corso del 2011. La crescita è stata, in media, del 24,2%, cosa che si è ripercossa negativamente sul budget dei consumatori russi. Il prezzo medio di questo segmento di mercato per ogni tonnellata importata ha raggiunto 1,69 mila dollari. Il primatista, per quanto riguarda i prezzi d'importazione sul mercato russo è diventato il Canada, i cui prezzi del prodotto sono stati fissati ad un livello di 7,44 mila dollari a tonnellata. Anche i produttori svizzeri hanno fissato un livello di prezzi superiore alla media: 6,75 mila dollari a tonnellata. Fonte: Banca Intesa
